Vini di Sardegna
Cannonau Moscato Girò Carignano Torbato Vermentino Nuragus Monica Malvasia Bovale Nasco Vernaccia Semidano Cagnulari Pascale  
 
 
   
   
   
     

Aziende




 

Nuragus

Nuragus


In tutto il Campidano di Cagliari, e in particolare nell'omonima Curatoria, il vitigno bianco più diffuso è il Nuragus: esso è presente nella provincia di Cagliari e in parte di quella limitrofa di Oristano; nella prima provincia arriva ad una percentuale pari al 41% dei vitigni presenti con una produzione del vino omonimo che dopo aver raggiunto negli anni '80 poco meno di 1.000.000 di ettolitri, ora, dopo il massiccio espianto che ha coinvolto in prima persona proprio questo vitigno, si è attestata attorno ai 300.000 ettolitri, cioè copre più di un terzo dell'intera produzione enologica sarda.

L'origine del vitigno Nuragus si perde nell'arco dei tempi: è certamente uno dei primi vitigni introdotti in Sardegna, con molta probabilità dai navigatori fenici all'atto della fondazione della città di Nora, i cui ruderi si trovano ai margini meridionali della pianura del Campidano. Questa ipotesi è basata oltre che sul nome (il prefisso nur è di derivazione fenicia), anche sull'areale di diffusione, limitato appunto alla pianura retrostante l'approdo.

Tutti gli studiosi dell'ampelografia sarda si sono interessati al vitigno Nuragus, citandolo con sinonimi che ne mettono per lo più in risalto l'alta produttività: il Moris lo chiama vitis abundans, da cui il Cara deriva il nome Abbondosa; il Cettolini cita le significative voci dialettali Axina de pòberus, Axina de margiani, Axina scacciadèppidus; il Lolli la cita come uva di Cagliari, mentre il Vitagliano ricorda che nel Sarcidano esso è chiamato burdu, cioè selvaggio, quasi ad indicarne l'origine autoctona, ipotesi questa preferita da qualche Autore.

Agli inizi della dominazione aragonese, ai primi del 1300, tra i vini elencati in un breve dell'Infante Alfonso di Aragona, era indicato un Bruscu bianco, cioè un bianco locale, che non poteva che essere il Nuragus, dato che l'altro vino bianco presente all'epoca in Sardegna viene correttamente chiamato vernaccia.

Questo vitigno non ha particolari esigenze pedoclimatiche, resiste abbastanza bene alle crittogame e, come già riferito, è di ottima produttività: infatti raggiunge nei vigneti tradizionali ad alberello anche i 100 q/ettari, quando in analoghe circostanze altri vitigni difficilmente arrivano ai 50 q/ettari. Questa è una delle ragioni per cui all'atto della ricostituzione dei vigneti fillosserati si è preferito il Nuragus al senz'altro migliore, ma più delicato, Semidano.

Dalla vinificazione del Nuragus prodotto da vigneti allevati in forme diverse dall'alberello si ottiene l'omonimo vino DOC Nuragus di Cagliari nelle tipologie frizzante e amabile; inoltre l'uva raccolta anticipatamente viene utilizzata per la produzione di base di spumante brut. Il vino comune ottenuto dai vigneti tradizionali, di facile maderizzazione, viene usato come vino da taglio o vino base per la preparazione di vermouth.