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Bottoni


Il bottone sardo è un gioiello uniformemente diffuso in tutta l’isola, senza sostanziali variazioni. Per lo più d’oro, ma anche d’argento, in coppia di gemelli o in lunghe file ("sa buttonera"), grande, spesso grandissimo, è più degli altri gioielli indissolubilmente legato al costume. È realizzato in filigrana a giorno o in lamina, ritorta nella caratteristica forma convessa, circolare, con un corallino o altra pietruzza in cima e pare simboleggi il seno della misteriosa e sensuale dea punica Tanit, simbolo di fecondità. Diffuse anche le forme a sfera e a pigna. La lamina è finissimamente lavorata con filigrana a notte e ricoperta di grani a formare i classici motivi vegetali, animali, geometrici, araldici. Più rara la lamina liscia o traforata. Curioso un bottone a piastra ricavato da monete antiche o fuori corso. Quanto all’uso, due grandi bottoni gemelli chiudono il collo della camicia mentre, infilati su asole, serrano al polso giubbetti maschili e femminili. "Sa buttonera", una fila di 10 o 20 bottoni, anche legati fra loro con una catena, chiude le larghe maniche della camicia femminile, aperta dal gomito al polso. I tradizionali riti del fidanzamento e del matrimonio contemplano il dono da parte dello sposo dei due bottoni per il collo e della "buttonera", insieme all’anello ed al rosario con pendente.